LA SCLEROSI MULTIPLA O SCLEROSI A PLACCHE
Come ha inizio la sclerosi multipla
La sclerosi multipla è una
malattia che colpisce il sistema nervoso centrale. Ad essere lesi
non sono i neuroni direttamente, ma la mielina che li riveste.
Questa sostanza ad occhio nudo appare bianca e gelatinosa. Il suo
compito è quello di accelerare la trasmissione degli impulsi
che scorrono lungo le fibre nervose (assoni) e di isolarle dall'esterno.
Per ragioni non ancora chiare si può assistere alla comparsa
di placche sparse di infiammazione
con perdita di mielina. Artefice dell'infiammazione è il
sistema immunitario, ovvero quel complesso di cellule solitamente
preposte alla difesa dell'organismo dall'attacco di sostanze estranee
(virus, batteri, ecc.).
Alcune di queste cellule, non riconoscendo più la mielina
come parte integrante dell'organismo, la attaccano e la distruggono.
Da qui la definizione della sclerosi multipla di malattia
autoimmune.
La distruzione della mielina è causata dagli attacchi di
un tipo particolarissimo di anticorpi (globuli bianchi appartenenti
al gruppo dei Linfociti T), che rivolgono il proprio attacco contro
la proteina basica della mielina, considerandola un ipotetico nemico
da annientare.
Secondo le statistiche sono i giovani tra
i 20 ed i 35 anni i più colpiti; in particolar modo
le donne in un rapporto di 3 a 2 rispetto agli uomini. Questo dato
comunque sta purtroppo variando in peggio. Il numero dei giovanissimi
intorno ai 16 anni, che manifestano i primi sintomi, cresce di anno
in anno.
Gli studiosi ritengono che oltre tre milioni
di persone nel mondo siano affette da sclerosi multipla.
Per quanto riguarda la sua diffusione sembra che vi siano particolari
zone dove si rileva, in percentuale, un'alta concentrazione di malati
rispetto alla popolazione. Tra queste gli Stati Uniti ed i Paesi
europei, oltre la Nuova Zelanda e una parte dell'Australia. Per
quanto riguarda l'Italia, la Sardegna
è la regione con la maggiore incidenza della malattia.
Si è visto, poi, grazie ad esami mirati eseguiti post mortem,
che alcune persone erano malate pur senza aver mai mostrato sintomi
della malattia per tutta la durata della loro vita.
Storia naturale
Studi epidemiologici ed esperienza derivante dalla pratica clinica
hanno permesso di individuare, a seconda dell'andamento della malattia,
diversi modelli. Il più comune è quello recidivante/remittente
che colpisce il 90% delle persone ed è caratterizzato da
una sequenza di ricadute e miglioramenti. Il restante 10% contrae
una forma progressiva dal momento
in cui appaiono i primi sintomi. All'interno di questi modelli abbastanza
generali, si possono riconoscere quattro forme di sclerosi multipla.
Benigna - interessa circa il 10%
dei malati ed è caratterizzata da uno o due attacchi che
non lasciano segni di invalidità. In questo caso le condizioni
si stabilizzano per lunghi periodi di tempo, arrivando a superare
i 10 anni.
Recidivante-remittente - riguarda
il 40% dei malati i quali dopo ogni ricaduta mostrano un certo recupero.
Il susseguirsi delle recidive, variando per gravità e durata,
può aggravare i sintomi fino a lasciare segni d'invalidità.
Queste ricadute possono verificarsi senza apparenti motivazioni,
riconducibili comunque a stress, infezioni e traumi.
Progressiva secondaria - il 40%
dei malati, pari alla metà delle persone con sclerosi multipla
recidivante-remittente, ad un certo punto smettono di entrare nella
fase di miglioramento e le loro condizioni iniziano a deteriorarsi
costantemente.
Primaria Progressiva - Colpisce
il 10% dei malati. Le persone affette da questa forma mostrano un
costante peggioramento senza fasi di remissione che li porta, in
un brevissimo lasso di tempo, a completa invalidità.
Sintomi e diagnosi
La perdita di mielina, a seconda dei siti in cui si verifica, comporta
una riduzione di alcune funzioni che dipendono
dal sistema nervoso centrale (SNC). Queste possono essere:
il controllo del sistema muscolare, della sensibilità cutanea,
degli sfinteri e alterazioni delle facoltà visiva, uditiva
e fonetica, nonché problemi di equilibrio. L'attacco portato
dagli anticorpi alla mielina viene comunemente chiamato recidiva
o poussé.
L'evoluzione della malattia nel tempo
è un fattore molto soggettivo: maggiore è il lasso
di tempo che intercorre tra una recidiva e l'altra, maggiori sono
le possibilità che la mielina riesca a riparare i danni ricostruendo
le lesioni; così come minore è l'intensità
dell'attacco, minori saranno i disturbi sintomatici che la persona
avrà.
Lo screening completo della sclerosi
multipla prevede : la risonanza magnetica nucleare (RMN), i potenziali
evocati (PE), l' esame del liquor (puntura lombare).
Risonanza magnetica nucleare (RMN)
L'RMN è un test di recente utilizzazione, che permette di
ottenere immagini dettagliate del cervello e del midollo, evidenziando
ogni eventuale area che presenti lesioni o placche. Nonostante si
tratti dell'unico test in grado di evidenziare le lesioni da sclerosi
multipla, non può rappresentare lo step conclusivo dell'indagine
diagnostica. Questo esame, infatti, ha il difetto di non riuscire
a evidenziare tutte le possibili lesioni cerebrali. L'RMN può
con certezza stabilire le dimensioni, la quantità e la distribuzione
delle lesioni registrate, ma non può far escludere con assoluta
certezza l'assenza di ulteriori danni cerebrali. Ad ogni modo l'RMN
rappresenta già un indicatore molto significativo verso la
conferma di diagnosi.
Test di evocazione dei potenziali visivi,
uditivi e sensoriali
In caso di demielinizzazione, il malato subisce un'alterazione e
un rallentamento nella trasmissione dei "messaggi" lungo
i nervi. Tramite appositi test è possibile verificare il
tempo che occorre al cervello del paziente per ricevere, leggere
e interpretare i messaggi nervosi (conduzione della velocità
nervosa). L'esame avviene per mezzo di piccoli elettrodi, che, una
volta posizionati sulla testa del malato, permettono di monitorare
le onde cerebrali in risposta agli stimoli: in caso di demielinizzazione
il tempo di reazione, invece di essere immediato (come dovrebbe
essere nella norma), avviene in ritardo. Si tratta di un test non
invasivo e indolore e, pertanto, non richiede il ricovero ospedaliero.
Puntura lombare
Tramite un sottilissimo ago (e dopo la somministrazione locale di
un anestetico) si preleva dal midollo spinale una piccola quantità
di fluido in uno spazio intravertebrale. Scopo di questo esame è
di verificare la presenza di anticorpi all'interno del fluido cerebrospinale
(fluido che corre lungo il midollo spinale, fino al cervello). Dopo
la puntura, il paziente è tenuto a riposo a letto per diverse
ore e, pertanto, può essere richiesta una permanenza in ospedale
per una notte. L'esito di questo esame aumenta ancora di più
l'evidenza di una diagnosi, ma non è ancora sufficiente a
stabilire con certezza la presenza o meno di sclerosi multipla.
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