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RAPPORTO SUI PROGRESSI DELLA RICERCA
Washington, Dicembre 2002
Caro Amico del Progetto Mielina,
con l'approssimarsi della fine del 2002 è giusto costatare
che se in alcuni settori i progressi sono stati inferiori alle nostre
aspettative, in altri sono stati più significativi.
La 13.a riunione annuale del Gruppo di Lavoro del Progetto Mielina
(GLPM) si è svolta dal 7 al 9 novembre a Bal Harbour, in
Florida, con la partecipazione di trentasei ricercatori e di circa
altrettanti non addetti ai lavori. Tra i ricercatori figuravano
parecchi eminenti clinici, a riprova del fatto che i nostri sforzi
per indirizzare la ricerca verso la clinica stanno producendo frutti.
Università di Yale: Trapianto di
Cellule di Schwann
Sugli ultimi sviluppi dell'esperimento di trapianto di cellule di
Schwann a Yale, il dr. Timothy Vollmer ha riferito che la sua squadra
sta tuttora esaminando i risultati delle biopsie dei prelievi del
secondo e terzo paziente di sclerosi multipla trapiantati. Egli
ha dichiarato che non si sono finora acquisite prove né di
sopravvivenza delle cellule né di formazione di nuova mielina,
ma ha avvertito che non si potrà giungere a conclusioni definitive
finché non saranno stati completati gli esami in corso. Supponendo
che da questo esame non emergano risultati positivi, si pone la
questione se convenga eseguire i trapianti sugli ultimi due soggetti
previsti dall'attuale protocollo o se occorra invece modificare
il programma, per esempio prevedendo l'uso di altri tipi di cellule.
Con il dr. Vollmer abbiamo concordato che prenderemo la decisione
quando sarà giunto il momento. Il dr. Vollmer ha pure riferito
che nessuno dei tre pazienti trapiantati ha sofferto di complicazioni
dovute all'operazione: ciò ha confermato l'assenza di rischio
nella procedura, il che di per sé costituisce un passo importante.
(Considerato che l'obiettivo del trial, di fase uno, è dimostrare
la sicurezza del trattamento) Benché il dr. Vollmer si sia
recentemente trasferito all'Istituto Neurologico Barrow di Phoenix,
in Arizona, egli continuerà a seguire gli esperimenti di
Yale.
Istituto S. Raffaele (Milano): Trapianto
di Cellule Staminali
Il dr. Gianvito Martino ed il suo collaboratore dr. Fulvio Mavilio,
entrambi dell'Istituto Scientifico San Raffaele di Milano, hanno
presentato il loro rapporto interinale dopo il primo anno di un
esperimento triennale cui ha finanziariamente contribuito la Sede
italiana del Progetto Mielina.
I ricercatori stanno seguendo un duplice approccio alla SM: il
trapianto (per iniezione) di cellule staminali neurali e una terapia
genica che utilizza un vettore virale per trasferire nel cervello
fattori antinfiammatori e di crescita neurale. Questi approcci non
comportano interventi chirurgici, poiché le cellule sono
iniettate per endovena o per via intratecale (cioè nel fluido
cerebro-spinale). Il dr. Martino ha finora lavorato con il modello
di cellule staminali neurali adulte in topi in cui era stata indotta
l'encefalomielite allergica sperimentale (EAS), condizione questa
simile alla SM. Nel corso del loro lavoro i ricercatori hanno trovato
che le cellule iniettate sono state capaci di penetrare nelle aree
demielinizzate del cervello, differenziarsi in oligodendrociti (le
cellule che producono la mielina nel cervello) e rimielinizzare
gli assoni presenti in tali aree. Le cellule iniettate hanno pure
potuto recuperare progenitori di oligodendrociti nativi. Invero
si sono dimostrate capaci di frenare la produzione di due fattori
di crescita, che appaiono di norma dopo una lesione e che impediscono
ai progenitori degli oligodendrociti di riparare la mielina danneggiata.
Le cellule trapiantate hanno avuto effetti neuroprotettivi prolungati,
che sono durati fino a cento giorni. Il dr. Martino ha infine riferito
che, a paragone degli animali di controllo non trattati, i topi
trattati hanno mostrato un buon recupero dai deficit neurologici
indotti dall'EAS.
Da parte sua, il dr. Mavilio si è dedicato a sviluppare
un vettore rafforzato. Avendo asportato i patogeni esistenti all'interno
di un virus, i ricercatori ne lasciano intatto l'involucro esterno
che utilizzano per trasportare sostanze benefiche nelle cellule.
In particolare egli è riuscito a mettere a punto un vettore
capace di trasportare geni che codificano per fattori di crescita
e fattori antinfiammatori. Nel 2003 la squadra del San Raffaele
comincerà a compiere esperimenti su scimmie. Se questi studi
avranno buon esito, essi intendono passare alla sperimentazione
umana.
Ospedale Salpêtrière (Parigi):
Trapianto di Cellule di Schwann sulle scimmie
La dr.ssa Anne Baron-Van Evercooren dell'Ospedale Salpêtrière
di Parigi ha illustrato la proposta di un nuovo esperimento sulle
scimmie. Lavorando con clinici della Salpêtrière essa
si propone di trapiantare cellule di Schwann in scimmie affette
da EAS, modello che somiglia da vicino all'ambiente infiammatorio
demielinizzante osservato nei pazienti SM . In particolare i ricercatori
intendono impiantare le cellule in lesioni focali del peduncolo
cerebellare, un sito posto nella parte posteriore del cervello.
In questo sito la demielinizzazione si traduce spesso, nella SM,
in una compromissione del movimento.
A differenza della sperimentazione di Yale, che utilizza cellule
estratte dai pazienti alla vigilia dell'operazione, la dr.ssa Baron-Van
Evercooren impianterà cellule messe a cultura in laboratorio
per un periodo di alcune settimane assieme a fattori di crescita.
Cominciando con i topi, i ricercatori proveranno diverse tecniche
relative a: marcatura delle cellule; percorso delle cellule trapiantate;
rappresentazione per risonanza magnetica. I metodi ottimali saranno
selezionati per i successivi esperimenti su scimmie, al termine
dei quali i ricercatori metteranno a confronto le immagini della
risonanza magnetica con dettagliate analisi patologiche del tessuto
delle scimmie. L'ultima tappa consentirà un esame approfondito
della sopravvivenza e delle capacità di rimielinizzazione
delle cellule di Schwann. Lo studio, della durata di due anni, vuol
costituire il preludio ad una sperimentazione clinica. Stiamo trasmettendo
la proposta della dr.ssa Baron-Van Evercooren al Gruppo di lavoro
del Progetto Mielina per una valutazione: se il responso sarà
positivo finanzieremo lo studio.
In un nuovo esempio di collaborazione internazionale promosso dal
Progetto Mielina, la dr.ssa Baron-Van Evercooren sta pensando di
unire le proprie forze con quelle del dr. Martino e dei suoi colleghi;
gli esperimenti su scimmie di entrambi i gruppi hanno recentemente
ricevuto l'approvazione dell'Unione Europea.
Parigi / Lione: Sperimentazione con uso
della Progestina (progesterone)
In passato abbiamo sponsorizzato studi dei dottori Etienne-Emile
Baulieu e Michael Schumacher sulle capacità rimielinizzanti
degli ormoni steroidei nella SM. Nel corso della riunione di Bal
Harbour questi ricercatori hanno illustrato una proposta di sperimentazione
clinica per studiare gli effetti dell'uso di progestina (forma sintetica
del progesterone) in duecento puerpere affette da SM. Per lo più
le donne incinte affette da SM beneficiano di un marcato declino
delle ricadute durante il terzo trimestre di gravidanza, seguito
da un loro marcato aumento nei tre mesi che seguono il parto. L'esperimento,
che mira a prevenire le ricadute, sara` eseguito in doppio cieco.
I pazienti saranno scelti a caso e non sapranno se verranno loro
somministrate le sostanze ormonali o un placebo. Per tre mesi dopo
il parto saranno somministrati alle puerpere progestina ed estradiol,
una forma sintetica di estrogeno. Le partecipanti saranno sottoposte
a controlli in varie fasi della gravidanza, nonché al primo,
terzo e sesto mese dopo il parto. I dottori Baulieu, Schumacher
e la coordinatrice dell'esperimento dr. Martine El-Etr fanno parte
dell'Ospedale Bicêtre di Parigi; essi collaboreranno con il
dr. Christian Confavreux dell'Ospedale Neurologico di Lione.
L'unico problema di questo progetto è il suo costo: circa
un milione di dollari. La nostra possibilità di finanziare
parte di questo costo dipende dal volume delle donazioni che riceveremo
nei prossimi mesi.
USA:-Sperimentazione con uso della Simvastatina
Due membri del nostro Gruppo di lavoro, il dr. Inderjit Singh (che
non ha potuto partecipare alla riunione) e il dr. Vollmer, hanno
condotto una sperimentazione multicentrica del farmaco simvastatina
in pazienti SM (vedere i nostri rapporti precedenti), finanziata
da Merck & Co. Il dr. Vollmer ne riferirà i risultati
quando sarà completata l'analisi dei dati. La possibilità
della simvastatina come terapia per la SM è stata messa in
luce in uno studio pubblicato il mese scorso dalla rivista Nature
e ripresa dal New York Times. Tra gli autori figurano alcuni rinomati
ricercatori sulla SM della costa occidentale degli Stati Uniti.
Università di Winsconsin-Madison:
Risonanza Magnetica per Trapianti di Cellule
Agli inizi di quest'anno avevamo dato al dr. Ian Duncan e al neuroradiologo
dr. Aaron Field, entrambi dell'Università di Wisconsin-Madison,
un finanziamento per studiare la fattibilità della riparazione
di lesioni del midollo spinale nella SM mediante trapianto di cellule.
Un numero rilevante di pazienti SM hanno lesioni nel midollo spinale
che sono responsabili della maggior parte dei loro sintomi. Parte
del finanziamento è stata dedicata a studi sulla risonanza
magnetica volta a misurare la dimensione delle lesioni e a determinare
la sopravivenza o meno degli assoni.
Utilizzando tecniche di avanguardia, i ricercatori hanno rilevato
l'immagine del midollo spinale del cucciolo tremante, un modello
animale per la malattia di Pelizaeus-Merzbacher. I dati hanno mostrato
un basso livello di mielina, ma fasci di assoni relativamente intatti
suscettibili di rimielinizzazione. Nei prossimi mesi essi verificheranno
in laboratorio queste risultanze con l'esame microscopico del tessuto.
Il passo successivo sarà quello di usare le tecniche della
risonanza magnetica per caratterizzare le placche demielinizzate
nel midollo spinale di dieci pazienti affetti da SM.
Università di Wisconsin-Madison:
Trapianto di Cellule Staminali
L'anno scorso abbiamo accordato un finanziamento al dr. Su-chun
Zhang, dell'Università di Wisconsin-Madison, per lo sviluppo
di cellule capaci di riparare o rimpiazzare mielina danneggiata.
Dopo un anno di lavoro il dr. Zhang riferisce che è riuscito
ad indirizzare cellule staminali embrionali indifferenziate verso
il percorso delle cellule neurali. Ha pure escogitato un metodo
per indurre queste cellule a differenziarsi in precursori degli
oligodendrociti (PO). L'anno prossimo il suo compito sarà
di affinare il processo in modo da aumentare il numero di PO prodotti
e poi vedere se producono mielina. Per verificare quest'ultimo aspetto
il dr. Zhang intende trapiantare le cellule sia nei topi con demielinizzazione
congenita che in topi demielinizzati chimicamente.
Harward (USA): Morbo di Krabbe. Trapianto
di Cellule Staminali
Il dr. Evan Snyder dell'Harvard Medical School ha parlato del suo
esperimento con cellule staminali neurali nei topi "twitcher",
modelli animali del morbo di Krabbe, in cui l'accumulo di psicosina
causa la morte delle cellule. Dopo aver trapiantato le cellule egli
ha potuto osservare una riduzione significativa dei livelli di psicosina
- un risultato che indica che le terapie di sostituzione delle cellule
con cellule staminali neurali sono possibili. Egli ha menzionato
che risultati ancora migliori in animali demielinizzati potrebbero
essere ottenuti trapiantando cellule staminali elaborate per esprimere
fattori di crescita - un approccio che sta attualmente provando
su topi "Shiverer". Egli ha infine riferito che, con sorpresa,
le cellule staminali non sono sembrate transdifferenziarsi in neuroni
nativi, oligodendrociti o astrociti, ma sono rimaste indifferenziate.
Tuttavia hanno promosso rimielinizzazione e prodotto una moltitudine
di fattori neurotropici benefici.
Istituto Kennedy Kriger - Baltimora (USA):
Effetti positivi dell' Olio di Lorenzo
Non accade spesso che possiamo comunicare buone notizie sulle leucodistrofie,
ma questa volta lo facciamo.
Il dr. Hugo Moser dell'Istituto Kennedy Kriger di Baltimora ha
presentato i risultati di uno studio internazionale decennale sull'efficacia
preventiva (o la mancanza di efficacia) dell'Olio di Lorenzo nell'adrenoleucodistrofia
(ALD). Lo studio ha coinvolto 104 bambini presintomatici di ALD
al di sotto dei sei anni di età, americani ed europei. Nel
corso dello studio si sono identificati due gruppi: il primo comprendeva
i bambini che seguivano scrupolosamente la dieta dell'Olio di Lorenzo
e che hanno normalizzato i loro grassi acidi a lunghissima catena
(VLCFA); nel secondo figuravano bambini che seguivano la dieta in
maniera meno rigorosa ed i cui valori di VLCFA sono rimasti su livelli
anormalmente alti. Un confronto tra i due gruppi ha mostrato che
le probabilità di sviluppare la forma infantile della malattia
nei bambini che seguivano la dieta rigorosamente erano di gran lunga
inferiori a quelle dei bambini che non la osservavano. L'effetto
preventivo dell'olio non è stato tuttavia completo: alcuni
dei bambini che avevano visto abbassarsi i livelli di VLCFA hanno
ugualmente sviluppato la forma infantile dell'ALD. Inoltre, i bambini
che hanno evitato la forma infantile dell'ALD (che solitamente si
manifesta tra il sesto e il decimo anno di età) corrono ancora
il rischio di sviluppare la forma adulta, l'adrenomieloneuropatia
(AMN), che si manifesta solitamente poco prima o poco dopo il trentesimo
anno. Oltre al risultato principale, lo studio ha potuto anche provare
per la prima volta che i VLCFA hanno davvero un ruolo nella patogenesi
dell'ALD. Abbiamo accordato al dr. Moser un finanziamento di cinquantamila
dollari per un suo collaboratore che si incarichi di: seguire i
bambini che sono rimasti asintomatici alla fine della sperimentazione;
consolidare le statistiche storiche dell'ALD; preparare tutti i
dati richiesti per l'approvazione dell'Olio di Lorenzo come terapia
per questa malattia da parte dell'ufficio statunitense che regola
la distribuzione di medicinali. I fondi proverranno da donazioni
fatte al Progetto Mielina, da individui aventi espresso il desiderio
che essi siano destinati esclusivamente alla ricerca sull'ALD.
Ospedale Statale di Sassonia (Germania):
Olio di Lorenzo nella cura dell' AMN
Siamo anche incoraggiati da indicazioni preliminari provenienti
dalla Germania circa gli effetti dell'Olio di Lorenzo nell'adrenomielinoneuropatia
(AMN), forma adulta dell'ALD. Benché progredisca più
lentamente della forma infantile, l'AMN resta pur sempre una grave
malattia debilitante. Il dr. Wolfgang Köler dell'Ospedale Statale
di Sassonia a Hubertusburg ha quasi completato una sperimentazione
clinica su 47 pazienti e le prime osservazioni lasciano pensare
che l'Olio ha efficacia nell'arrestare la progressione del male.
Tutti i pazienti sono stati sottoposti ad esami clinici annuali
- neuropsicologici, neurofisiologici e di risonanza magnetica -
su un periodo medio d'osservazione di otto anni. Il dr. Köler
intende pubblicare i risultati di questo studio appena sarà
completato, prusumibilmente prima della fine dell'anno.
New Jersey (USA): Terapia genica per morbo
di Canavan
La dr.ssa Paola Leone, della Robert Wood Johnson Medical School
del New Jersey, ha presentato un rapporto interinale su un esperimento
di terapia genica per il morbo di Canavan. In base a dati continui
per un anno relativi a tre pazienti sottoposti al trattamento, essa
non ha constatato né deterioramento neurologico, né
regressione nelle capacità di sviluppo, né mutamenti
significativi nelle funzioni motorie. Inoltre essa ha potuto osservare,
fra i tre ed i sei mesi del trattamento, un miglioramento dell'immagine
della risonanza magnetica, nonché una riduzione dell'aspartato
n-acetile, costituente il metabolita offensivo che si accumula nel
morbo di Canavan. La dr.ssa Leone ha sottolineato l'importanza di
iniziare la terapia genica più presto possibile, poiché
il trattamento produce migliori risultati nei pazienti più
giovani. Alla fine del suo intervento, essa ha annunciato che la
sperimentazione continuerà con un secondo gruppo di sei bambini
affetti dal Canavan.
North Carolina (USA): Trapianto di Cellule
Staminali per morbo di Krabbe
Il trapianto di cellule staminali tratte dal sangue del cordone
ombelicale può essere un trattamento efficace per parecchie
leucodistrofie, incluso il morbo di Krabbe, la leucodistrofia metacromatica
e l'ALD. La dr.ssa Joanne Kurtzberg del Duke University Medical
Center di Durbam, in North Carolina, ha presentato i risultati di
trapianti in circa 20 pazienti del Krabbe, tre dei quali hanno ricevuto
il midollo osseo e gli altri delle cellule tratte dal sangue del
cordone ombelicale. Il tasso di mortalità dovuto al trapianto
in questo gruppo è stato del dieci per cento, di cui la metà
dovuta a problemi di rigetto. Nel complesso, i bambini non hanno
avuto un gran miglioramento nel primo anno e alcuni continuano a
peggiorare. Dal secondo al quinto anno dopo la procedura il peggioramento
si ferma ed alcuni bambini migliorano lievemente. La dr.ssa Maria
Escolar, collaboratrice della dr.ssa Kurtzberg all'Università
del North Carolina a Chapel Hill, ha riferito che il successo dei
trapianti dipende dalla progressione del morbo. Più presto
si interviene meglio è. Lo sviluppo in bambini trapiantati
a meno di due mesi di età è stato normale, mentre
in quelli trapiantati più tardi esso è stato ben al
di sotto della norma.
Per quanto concerne l'aspetto della promozione e della raccolta
di fondi, la presentazione dello studio sull'ALD del dr. Moser ha
suscitato grande interesse nei mezzi di informazione ed un'ampia
copertura da parte di giornali, riviste, radio e televisione in
Europa, Nord America ed Australia.
I nostri sforzi per indirizzare questo interesse verso il Progetto
Mielina sono stati instancabili: continueremo a promuovere il Progetto
in tutti i modi possibili.
Susan Sarandon diventa la portavoce del
Progetto Mielina
Altra buona notizia è che Susan Sarandon, la protagonista
femminile del film "L'Olio di Lorenzo", ha accettato di
farsi nostra portavoce e di parlare del progetto nelle sue future
apparizioni pubbliche. Al contempo abbiamo lavorato attivamente
per rafforzare la gestione delle Sedi italiana e tedesca, immettendo
nei consigli direttivi personalità influenti e di rilievo.
Speriamo che questo fiorire di attività serva a diffondere
la conoscenza del nostro progetto nel più vasto pubblico.
Facciamo affidamento sugli amici del Progetto Mielina, su quelli
nuovi come su quelli che ci seguono da anni, per espandere il nostro
programma di ricerche ed aumentare le nostre probabilità
di giungere presto a nuovi trattamenti per i malati di SM e per
i bambini affetti da leucodistrofie.
Siate generosi con le vostre donazioni!
Il Presidente del Progetto Mielina
Augusto Odone.
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