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RAPPORTO SUI PROGRESSI DELLA RICERCA
Washington, Giugno 2003
I. INTRODUZIONE E SOMMARIO
Dal nostro ultimo rapporto, la ricerca sulla rimielinizzazione
e sul trattamento delle malattie demielinizzanti ha compiuto progressi
su vari fronti: alcuni previsti, altri inattesi, tutti promettenti.
Questi progressi sono andati di pari passo con un graduale spostamento
di interesse da parte degli scienziati del nostro Gruppo di lavoro,
dalla ricerca di base fatta di esperimenti
animali e in vitro, ad una ricerca applicata consistente
in esperimenti umani. Il nostro Progetto
ha avuto un ruolo importante in questo rinnovato orientamento della
ricerca sulla rimielinizzazione; nei nostri rapporti avevamo ripetutamente
sottolineato che in futuro i nostri finanziamenti, molto apprezzati
dai ricercatori in quanto erogati rapidamente, si sarebbero concentrati
di preferenza su esperimenti pratici, diretti cioè all'identificazione
di trattamenti a beneficio delle attuali generazioni di pazienti.
Il dr. Inderjit Singh della Medical University
of South Carolina e il dr. Timothy Vollmer, del Barrow Neurological
Institute in Arizona hanno completato il loro esperimento
della simvastatina quale terapia per la sclerosi multipla
(SM) in tre centri medici statunitensi. Il risultato è incoraggiante:
il prodotto inibisce le infiammazioni nel sistema nervoso centrale
(SNC) dei pazienti SM e può costituire un utile complemento
alle terapie correnti.
In vista di una prossima sperimentazione clinica, il dr. Gianvito
Martino, il dr. Angelo Vescovi ed i loro collaboratori dell'Istituto
Scientifico San Raffaele di Milano sono riusciti ad invertire
il corso della malattia nei topi EAE (per EAE si intende
l'encefalomielite allergica sperimentale, una condizione simile
alla SM, che può essere indotta in animali da laboratorio);
i loro risultati sono stati oggetto di un articolo su Nature, uno
dei più prestigiosi giornali scientifici del mondo.
L'esperimento di trapianto di cellule di
Schwann effettuato a Yale e
sul quale avevamo riposto molte speranze è stato sospeso.
All'inizio di quest'anno il dr. Vollmer e i suoi colleghi dell'Università
di Yale hanno deciso di porvi termine dopo aver costatato che non
vi era alcun segno di sopravvivenza delle cellule di Schwann trapiantate
nei primi tre pazienti di SM partecipanti all'esperimento. E' comunque
emerso un dato positivo: lo studio ha dimostrato
l'assenza di rischio nella procedura di trapianto.
Il non avere trovato nell'esperimento di Yale cellule sopravvissute
o formazione di nuova mielina non significa che le cellule di Schwann
siano un vicolo cieco. Lo stesso dr. Vollmer sta elaborando un protocollo
per un secondo esperimento clinico di trapianti
di cellule di Schwann traendo profitto dalle lezioni apprese
dal primo. Questo esperimento sarebbe condotto presso il Barrow
Neurological Institute di Phoenix, in Arizona, dove il dr. Vollmer
si è trasferito l'anno scorso.
All'Ospedale Salpêtrière di
Parigi la dr.ssa Anne Baron-Van Evercooren intraprenderà
un esperimento volto a trapiantare le cellule
di Schwann nel cervello di scimmie in cui sia stata provocata
una forma di SM. Il suo studio sarà condotto in concorso
con clinici francesi come preludio alla sperimentazione clinica.
Sempre a Parigi, il dr. Etienne-Emile
Baulieu e il dr. Michael Schumacher dell'Ospedale
Bicêtre si avvicinano rapidamente al progettato esperimento
sulle puerpere affette da SM.
All'Università di Wisconsin-Madison,
il dr. Ian Duncan ha infine individuato un ricercatore idoneo alla
continuazione del suo studio sul trapianto
di cellule nei ventricoli cerebrali di roditori.
Nella medesima Università, il lavoro del dr. Su-Chun Zhang
sulla derivazione di progenitori degli oligodendrociti (OP) da cellule
staminali embrionali (ESC) sta dando risultati: il
ricercatore è recentemente riuscito a produrre sufficienti
quantità di OP per trapiantarle nei topi.
La ricerca sulle leucodistrofie procede rapidamente con parecchi
nuovi trattamenti provati su pazienti. Nel campo dell'adrenoleucodistrofia
(ALD), il dr. Moser del Kennedy Krieger Institute
di Baltimora sta lavorando sui risultati dello studio internazionale
da lui condotto sull'efficacia dell'Olio
di Lorenzo nel prevenire l'insorgere di sintomi dell'ALD
nei bambini asintomatici. Al contempo, il dr. Wolfgang Köhler
del Saxonian State Hospital di Wermsdorf,
in Germania, sta investigando l'Olio come terapia
per l'adrenomieloneuropatia (AMN), la forma adulta della
malattia. Per alcune leucodistrofie il trapianto di cellule staminali
tratte dal sangue del cordone ombelicale continua ad essere messo
alla prova sia alla Duke University sia all'Università del
Minnesota. La dr.ssa Paola Leone del Robert
Wood Johnson Medical School del New Jersey sta procedendo
con i suoi esperimenti di terapia genica su bambini affetti dal
morbo di Canavan.
Le riserve cumulative della Sede centrale e delle Sezioni nazionali
sono sufficienti per onorare i nostri attuali impegni con i ricercatori
del Gruppo di lavoro. Ma per finanziare le nuove, promettenti proposte
di ricerca che abbiamo ricevute sono indispensabili risorse addizionali.
La 14.a riunione annuale del Gruppo
di lavoro del Progetto Mielina sarà tenuta in Italia, ad
Acqui Terme, dal 14 al 16 settembre 2003.
Nella stessa città piemontese si era svolta nel 1990 la prima
riunione del Gruppo.
II. RICERCA
I trapianti
Nel suo numero del 17 aprile, Nature ha pubblicato un articolo
sulla ricerca svolta dal San Raffaele
sull'idoneità delle cellule staminali neurali adulte a ripristinare
funzioni nel topo EAE; la ricerca stessa è stata parzialmente
finanziata dal Comitato Italiano Progetto
Mielina.
Come avevamo indicato nel rapporto di dicembre 2002, l'esperimento
è consistito nel trapianto di cellule
neurali nel cervello di topi in cui era stata indotta l'EAE.
Le cellule sono state iniettate sia per via endovenosa sia intratecale
(cioè nel fluido cerebrospinale). Estratte dal cervello di
topo adulto, queste cellule posseggono molti attributi delle cellule
staminali tratte dal cervello fetale. Una di queste è che
esse sono pluripotenti, cioè possono dare origine a diversi
tipi di cellule neurali tra cui neuroni, astrociti e oligodendrociti,
i quali ultimi producono mielina nel sistema nervoso centrale.
Come controllo, l'esperimento del San Raffaele si è servito
di topi EAE non trattati. I sintomi nei topi che avevano ricevuto
cellule staminali neurali sono scomparsi o si sono grandemente attenuati:
alcuni di essi, cui l'EAE aveva paralizzato le zampe posteriori,
hanno recuperato la loro andatura ed hanno ripreso a camminare.
Com'era prevedibile, la guarigione clinica si è accompagnata
ad una significativa attività di rimielinizzazione
e ad un miglioramento della conduzione nervosa. I topi non
trattati hanno, invece, continuato a peggiorare. Alla base di questo
risultato è la capacità delle cellule staminali neurali
di dirigersi selettivamente verso le zone danneggiate del cervello.
Infatti, trenta giorni dopo l'iniezione, la maggior parte delle
cellule trapiantate sono state trovate in zone di demielinizzazione
e di perdita assonale; per contro, relativamente poche di loro sono
state reperite nelle aree dove la mielina era preservata.
Il dr. Martino e la sua équipe si
accingono ora a intraprendere il passo successivo: quello di ottenere
lo stesso risultato sulle scimmie. In collaborazione con
ricercatori olandesi sui primati, i dottori Martino e Vescovi compiranno
uno studio della durata di due anni sui trapianti nelle marmosette,
una specie di scimmie sudamericane. Il Progetto Mielina ha stanziato
la somma di 90.000 dollari per finanziare questo studio, la metà
della quale è già stata trasferita al San Raffaele
dalla Sede centrale. La Commissione dell'Unione Europea finanzierà
i costi per l'acquisto e il mantenimento delle scimmie.
In questo nuovo esperimento i ricercatori trapianteranno cellule
staminali neurali umane in quindici marmosette affette da EAE: cinque
riceveranno le cellule per iniezione endovenosa, cinque per iniezione
nel fluido cerebrospinale e cinque serviranno da gruppo di controllo
con un placebo. Le cellule sono state originariamente tratte da
feti abortivi e conservati per alcuni anni dal dr. Vescovi come
una linea di cellule continuamente rinnovantesi. In caso di successo,
l'esperimento aprirà la strada alla prova clinica.
Nel nostro rapporto di dicembre 2002 avevamo riferito che la sperimentazione
clinica di trapianto di cellule di Schwann
in pazienti di SM, condotta dal dr. Vollmer all'Università
di Yale, non aveva dato i risultati sperati. Invero i ricercatori
non avevano potuto trovare alcun segno di sopravvivenza delle cellule
trapiantate nelle biopsie effettuate sui primi tre pazienti partecipanti
all'esperimento. Pur avendo inizialmente previsto la sperimentazione
su cinque pazienti, i ricercatori hanno deciso di porre termine
allo studio, e noi abbiamo dato il nostro accordo.
Ovviamente per noi si è trattato di uno sviluppo poco soddisfacente,
giacché avevamo programmato e spronato questa sperimentazione
per parecchi anni e vi avevamo riversato oltre mezzo milione di
dollari. Ma un risultato negativo fa sempre parte delle incognite
quando ci si imbarca in protocolli sperimentali.
I nostri sforzi, tuttavia, non sono stati del tutto inutili. L'esperimento
Yale - primo tentativo mai compiuto di trapianto
di cellule produttrici di mielina nel sistema nervoso centrale umano
- ha dimostrato che la procedura chirurgica è priva di rischi:
nessuno dei pazienti ha sofferto di effetti collaterali dovuti al
trapianto. Si è trattato di un risultato inatteso: molti
ricercatori erano convinti che operare in un cervello affetto da
SM sarebbe stato troppo pericoloso ed avrebbe fatto peggiorare le
condizioni del paziente. Ma questo non è avvenuto. A mano
a mano che le notizie sull'esperimento appariranno sulle riviste
mediche è presumibile che parecchi ricercatori - dentro e
fuori del Gruppo di lavoro del Progetto Mielina - prenderanno nota
della non rischiosità della procedura di trapianto e saranno
stimolati a replicare la prova servendosi di cellule di Schwann
o di altro tipo.
Lo stesso dr Vollmer sta programmando un nuovo protocollo che prevede
il trapianto di cellule di Schwann nel sistema
nervoso centrale di pazienti di SM. Traendo profitto dalle
lezioni apprese nell'esperimento di Yale, egli intende perfezionare
il modello del prossimo esperimento per quanto riguarda il sito
del trapianto, la tecnica stereotattica da utilizzare e le immagini
RM delle lesioni. Egli si propone di completare il nuovo protocollo
in tempo utile per poter sottoporlo alla riunione annuale del Gruppo
di lavoro del Progetto Mielina di quest'autunno.
A febbraio abbiamo accordato una sovvenzione di 120.000 dollari
alla dr.ssa Anne Baron-Van Evercooren per un progetto di trapianto
di cellule di Schwann nei cervelli di macachi affetti da
demielinizzazione focale infiammatoria. Come nel caso della sperimentazione
del dr. Martino con cellule staminali, questo studio mira a porre
le basi per una prova clinica. A tal fine, la dr.ssa Baron ha acquisito
la collaborazione di parecchi neurologi francesi. Sostegno a questo
studio della durata di due anni viene fornito dall'Associazione
Europea per le Leucodistrofie (ELA) e dalla Sezione francese del
Progetto Mielina.
Molte malattie della mielina sono accompagnate da una diffusa demielinizzazione
del sistema nervoso centrale, che coinvolge parecchie aree (leucodistrofie)
o lesioni focali (SM). In ogni terapia mirante alla rimielinizzazione
mediante trapianto di cellule, la migrazione e diffusione delle
cellule trapiantate sono pertanto fattori essenziali per il successo
della procedura. Il trapianto di cellule
nei ventricoli cerebrali può rappresentare una delle
strategie per raggiungere tale scopo. Invero il liquido cerebrospinale
di cui sono ripieni i ventricoli e che "bagna" il SNC
potrebbe assicurare il deposito e la diffusione delle cellule nel
cervello e nel midollo spinale dei pazienti. L'esperimento intraventricolare
del dr. Duncan è precisamente diretto ad investigare la fattibilità
di un siffatto approccio.
Nell'ambito del medesimo studio, il dr. Duncan
trapianterà OP nei ventricoli di ratto con deficienza
mielinica, per accertare se le cellule sopravvivono e si trasformano
effettivamente in oligodendrociti. Inoltre metterà a coltura
gli OP con taluni fattori di crescita, per determinare se ciò
ne aumenterà la sopravvivenza, diffusione, differenziazione
e potenzialità mielinizzanti.
Il dr. Duncan replicherà poi l'esperimento di trapianto
di cellule nei topi Shiverer (una famiglia di roditori che
nascono privi di mielina e che soffrono di gravi carenze funzionali)
compiuto nel 1999 dal dr. Evan Snyder. Egli è riuscito ad
ottenere nei topi una diffusa rimielinizzazione e qualche recupero
di funzioni. Poiché le cellule da lui impiegate provengono
da una linea immortale di cellule ottenuta con l'apporto di fattori
oncogeni, è dubbio che esse possano essere utilizzate in
sede clinica. Per converso, il dr. Duncan si servirà di cellule
primarie, cioè provenienti da tessuti freschi, senza potenziali
formazioni tumorali. La sua ricerca potrebbe portare alla restaurazione
della mielina in una serie di disordini mielinici, comprese le leucodistrofie
e la SM. A sostegno del suo lavoro, la Fondazione britannica del
Progetto Mielina ha conferito al dr. Duncan la somma di 55.000 dollari,
tratta da fondi che erano stati trattenuti da un nostro precedente
impegno nei suoi confronti.
Dopo due anni di tentativi, il dr. Su-Chun Zhang è riuscito
a produrre apprezzabili quantità di OP da una linea di cellule
staminali embrionali umane. Egli ha prima spinto le cellule
lungo il percorso cellulare neurale e dopo le ha indotte a divenire
OP (lasciate a se stesse le cellule staminali neurali tendono a
divenire neuroni, cioè cellule senza capacità di rimielinizzazione).
Per raggiungere questo scopo egli ha utilizzato due approcci alternativi:
in uno ha coltivato le cellule con un cocktail di fattori di crescita;
nell'altro ha inserito nelle cellule un gene capace di dirigerle
verso un destino oligodendrocitico. Il dr. Zhang ha cominciato a
trapiantare le cellule così ottenute nel midollo spinale
degli Shiverer. Egli conta per questo autunno di conoscere in via
preliminare se le cellule trapiantate si sono tradotte in oligodendrociti,
hanno prodotto mielina e determinato recupero di funzioni negli
animali.
Terapie Farmaceutiche
Il 1° aprile, nel corso del Meeting annuale dell'Accademia Americana
di Neurologia tenutosi a Honolulu (Hawaii), il dr. Vollmer ha presentato
i risultati di una sperimentazione della
simvastatina condotta in tre centri medici (Yale, Medical
University of South Carolina e Università del Colorado) da
lui, dal dr. Singh e da altri colleghi su ventotto pazienti con
SM del tipo recidivante/remittente. Conclusione: dopo sei mesi di
trattamento, i soggetti avevano registrato una diminuzione del 43%
del numero di lesioni attive e del 41% della dimensione delle lesioni.
La simvastatina, somministrata a milioni di persone come farmaco
per abbassare il livello del colesterolo, ha minori effetti secondari
rispetto ai farmaci correnti per la SM. (Lo studio è stato
basato sulla scoperta del dr. Singh che la lovastatina, altro membro
della famiglia farmaceutica delle statine, si è dimostrata
efficace nei modelli animali della SM).
Non abbiamo contribuito al finanziamento di questa sperimentazione,
poiché i suoi autori avevano ottenuto una generosa sovvenzione
dalla Merck & Co; ma merita di segnalare che lo studio ha tratto
origine da discussioni tra il dr. Singh, il dr. Vollmer e rappresentanti
del Progetto Mielina, che avevano avuto luogo nella riunione annuale
del Gruppo di lavoro del Progetto Mielina a Nizza nel 1998. Mettere
assieme gli scienziati e promuoverne la collaborazione è
spesso non meno importante che finanziare il loro lavoro.
I ricercatori fanno notare che i risultati sono preliminari e che
occorrono altri studi su un numero più vasto di pazienti
per poter confermare l'efficacia e l'assenza di rischio del farmaco:
perciò stanno programmando una seconda e più ampia
sperimentazione clinica. In preparazione di questa, i ricercatori
intendono provare l'efficacia della simvastatina quando è
somministrata ai topi EAE unitamente all'interferone-beta. La simvastatina
e l'interferone-beta hanno differenti meccanismi di azione, il che
lascia pensare che il loro uso combinato nella SM possa essere più
efficace di quello di ciascuno di questi due farmaci quando somministrato
singolarmente. Il dr. Singh ha chiesto al Progetto Mielina un contributo
100.000 dollari a sostegno di questo studio: abbiamo già
inviato la proposta ai membri del Gruppo di lavoro per il loro parere.
Il dr. Etienne-Emile Baulieu, il dr. Michael Schumacher e la dr.ssa
Martine El-Etr continuano a preparare la sperimentazione
clinica degli ormoni steroidei progesterone ed estrogeno
su duecento puerpere affette da SM. (Come già menzionato
nei nostri rapporti precedenti, nelle donne affette da SM si verificano
minori ricadute durante la gravidanza, quando i livelli di progesterone
sono più elevati, e si hanno più recidive post-partum
quando quei livelli declinano). I ricercatori intendono determinare
se il Lutenyl, in combinazione con l'Estreva, prolunga (o perpetua)
il periodo di remissione dopo il parto. Il Lutenyl e l'Estreva sono
rispettivamente forme sintetiche di progesterone ed estrogeno. Il
Progetto Mielina ha recentemente accordato ai ricercatori un secondo
finanziamento di 50.000 dollari per affinare e completare il lavoro
pre-clinico. Questi fondi, già trasferiti ai ricercatori,
sono stati forniti dall'ELA e dalla sezione francese del Progetto
Mielina.
Mentre procede il lavoro pre-clinico, i ricercatori si preparano
ad avviare la sperimentazione clinica. A questo scopo hanno istituito
riunioni mensili di coordinatori clinici; creato un comitato consultivo
di cinque ginecologi per rispondere ai quesiti medici dei pazienti;
ottenuto dalla ditta produttrice l'impegno a fornire gratuitamente
i farmaci.
Resta da risolvere il problema - non indifferente - di come finanziare
questa sperimentazione, il cui costo è stimato in un milione
di dollari su un periodo di tre anni. Anche se siamo convinti che
si tratta di un'impresa importante, sperimentazioni di questa dimensione
e natura eccedono l'ambito (e le risorse finanziarie) del Progetto
Mielina. Intendiamo ugualmente aiutare i ricercatori francesi promovendo
un consorzio di sostenitori per coprire il costo dell'esperimento.
Ne potrebbero far parte, oltre a noi stessi, anche agenzie governative,
organizzazioni per la SM, fondazioni, imprese e donatori individuali.
SINGOLE MALATTIE MIELINICHE
Mentre tutte le malattie demielinizzanti possono trarre vantaggio
dai progressi nei trapianti e nelle terapie farmaceutiche, alcune
presentano aspetti unici e devono pertanto essere prese in considerazione
singolarmente. Dopo aver trattato ampiamente della SM passiamo ora
in rassegna i progressi in corso in talune leucodistrofie.
ALD/AMN
Nel nostro precedente rapporto avevamo descritto lo studio internazionale
che il dr. Moser aveva condotto sull'efficacia
preventiva dell'Olio di Lorenzo. Lo studio ha coinvolto 104
bambini ALD presintomatici di età inferiore ai sei anni.
Nel corso dello studio sono emersi due gruppi: il primo era formato
da bambini che seguivano scrupolosamente il regime dell'Olio di
Lorenzo e che hanno visto normalizzarsi i loro acidi grassi a lunghissima
catena (VLCFA); il secondo comprendeva bambini meno scrupolosi nel
seguire il regime ed i cui VLCFA sono rimasti a livelli anormalmente
alti. (Come ricorderete, VLCFA alti sono il segno distintivo dell'ALD
e probabilmente fanno pure parte della sua patogenesi). Un paragone
fra i due gruppi ha mostrato che le probabilità di sviluppare
la forma infantile della malattia per i bambini che avevano aderito
rigorosamente al regime erano notevolmente inferiori a quelle dei
bambini meno osservanti.
Il dr. Moser si è ora assicurato i servizi di due dottori,
in parte pagati con il nostro contributo di 50.000 dollari: uno
per affinare la base statistica dello studio, l'altro per accertare
se i due gruppi siano comparabili in termini di condizioni socioeconomiche
e di attenzioni ricevute dai genitori. Il dr. Moser ha poi chiesto
al National Institute for Health una consistente sovvenzione per
creare un centro clinico per malattie perossisomali al Kennedy Krieger
Institute di Baltimora.
L'Olio di Lorenzo si è mostrato efficace
anche per stabilizzare le condizioni dei pazienti di AMN.
In aprile, in un convegno a Vienna, il dr. Wolfgang Köhler
ha presentato i risultati di un suo studio su cinquanta pazienti
di AMN. Prima di essere ammessi all'esperimento, i pazienti - fino
allora non trattati - sono stati sottoposti ad un colloquio e richiesti
di riferire l'evoluzione dei loro sintomi. Per ogni paziente questa
investigazione retrospettiva è risalita al tempo dei primi
sintomi - periodo medio di dieci anni, con uno scarto da due a diciotto
anni tra singoli pazienti. I dati raccolti sono stati analizzati
sulla base di una scala concepita per misurare la progressione "naturale"
del male e per mettere così i ricercatori in grado di stabilire
un controllo storico. I pazienti sono poi stati messi al regime
dell'Olio di Lorenzo. Nel corso della sperimentazione il tasso di
progressione della malattia è stato controllato ad intervalli
regolari ed ha mostrato di collocarsi mediamente su valori dimezzati
rispetto a quelli del controllo storico: praticamente azzerato nell'ottanta
per cento dei soggetti e visibilmente rallentato nel restante venti
per cento. Per la prosecuzione dello studio abbiamo accordato al
dr. Köhler un finanziamento di 25.000 dollari.
Morbo di Canavan
Ricorderete che nel 2001, durante la sua permanenza alla Thomas
Jefferson University, la dr.ssa Paola Leone aveva condotto una terapia
genica su tre bambini affetti dal morbo di Canavan, in una
sequenza che prevedeva l'infusione nel cervello di una soluzione
liquida contenente alcuni milioni di particelle di un virus adeno-associato.
Questo virus era stato programmato per esprimere il gene che regola
l'enzima (aspartoacyclase), assente nei malati di tale morbo. La
dr.ssa Leone riferisce che nei 18 mesi seguenti l'intervento i bambini
trattati hanno mostrato una normalizzazione della neurochimica del
cervello ed una crescita del loro contenuto mielinico. Nessuno di
loro ha mostrato segni di atrofia o ha avuto convulsioni. Un bambino
è ora in grado di usare una sedia a rotelle motorizzata,
il che rappresenta per questa malattia un risultato senza precedenti.
Lo studio, che ha subito un rallentamento in occasione del trasferimento
della dr.ssa Leone alla Robert Wood Johnson Medical School nel New
Jersey, è stato ripreso ad aprile con il trattamento di altri
due bambini. Questi hanno finora ben sopportato l'intervento. La
dr.ssa Leone si propone di trattare altri quattro pazienti entro
l'estate.
Leucodistrofie: Trapianto di cellule staminali
ematiche del cordone ombelicale
Il centro medico dell'Università Duke di Durham nella Nord
Carolina continua il suo programma di trapianto
di cellule ematiche del cordone ombelicale come cura per
alcune leucodistrofie.
Finora la dr.ssa Joanne Kutzberg e la sua équipe hanno provato
il loro approccio su 30 bimbi affetti dal morbo
di Krabbe (chiamato anche leucodistrofia delle cellule globoidi),
15 dei quali erano affetti dalla forma infantile. L'efficacia della
terapia variava grandemente a seconda dell'età dei bimbi.
Tanto più giovani erano i malati, tanto migliore era il risultato.
La dr.ssa Maria Escolar dell'Università della Nord Carolina
a Chapel Hill, responsabile dell'assistenza del neurosviluppo dei
pazienti, riporta che i 5 bambini che avevano subito il trapianto
nei primi 5 mesi di vita erano normali o soffrivano di lievi disturbi
neurologici. Dei 10 restanti, affetti dal morbo di Krabbe e che
avevano subito il trapianto in età più adulta, 6 non
sono migliorati e 4 sono morti.
La dr.ssa Kutzberg ha anche effettuato il trapianto su 4 bimbi affetti
da leucodistrofia metacromatica e su 9 bimbi con ALD. In generale
i ricercatori constatano che questa terapia da buoni risultati,
purchè venga praticata prima dello sviluppo dei sintomi.
III. DATI FINANZIARI
Le tabelle I e II indicano che nel corso del 2002 abbiamo dedicato
alla ricerca $ 704.000. Di questi, $409.000 sono stati dati direttamente
ai ricercatori per i loro esperimenti. Ulteriori spese per la ricerca
sono rappresentate dai costi di organizzazione della 13° riunione
del Gruppo di Lavoro annuale a Bal Harbour nella Florida nello scorso
Novembre. Le spese di ricerca comprendono inoltre i costi di comunicazione.
particolarmente rilevanti nel nostro ufficio di Washington D.C.
In linea con le funzioni di clearinghouse e di coordinamento espletate
da questo ufficio, abbiamo fatto circolare i rapporti scritti da
ciascun ricercatore del Gruppo di Lavoro tra gli altri membri del
medesimo, spesso con consegna rapida. Inoltre abbiamo organizzato
teleconferenze con i predetti ricercatori nonchè con i rappresentanti
delle organizzazioni nazionali al fine di coordinare la loro attività
e prendere decisioni rapide.
Grazie all'aumento delle donazioni pervenuteci (sviluppo incoraggiante
tenuto conto dell'attuale situazione economica in America ed Europa)
e il contenimento delle nostre spese amministrative, l'incidenza
di queste ultime sulle entrate è passata dal 16% nel 2001
al 13% nel 2002. Si tratta di percentuali modeste rispetto a quelle
tipiche delle associazioni non a scopo di lucro aventi finalita`
simili alle nostre, il che rafforza la nostra immagine di organizzazione
snella ed incoraggia le donazioni da parte dei nostri sostenitori.
Tavola I: Dati Finanziari delle Sezioni
Nazionali
(In migliaia di $ USA)
| |
Francia |
Germania |
Italia |
Svizzera |
UK |
USA |
totale |
| Fondi disponibili al 1 gen. 2002 |
283,157 |
24,795 |
83,337 |
62,116 |
206,837 |
775,499 |
1,435,741 |
| Entrate |
249,666 |
72,271 |
112,098 |
22,892 |
194,869 |
572,896 |
1,224,693 |
| Spese per |
|
|
|
|
|
|
|
| Ricerca |
57,817 |
9,567 |
85,511 |
30,776 |
136,046 |
384,399 |
704,115 |
| Educazione |
5,472 |
10,412 |
25,967 |
4,873 |
29,094 |
86,593 |
162,411 |
| Ammnistraz. |
1,031 |
13,742 |
24,531 |
1,099 |
23,446 |
96,939 |
160,788 |
| Totale Spese |
64,320 |
33,721 |
136,009 |
36,748 |
188,586 |
567,930 |
1,027,314 |
| Fondi disponibili al 31 dic. 2002 |
468,504 |
63,345 |
59,426 |
48,260 |
213,120 |
780,465 |
1,633,120 |
*Abbiamo aggiornato questi dati per riflettere l'aumento di valore
delle valute europee rispetto al dollaro USA nel 2002 e la corrispondente
variazione dei tassi di cambio. Da ciò dipende la differenza
tra i fondi disponibili del 31/12/01 (registrati nel nostro rapporto
del giugno 2002) e i fondi disponibili al 1/1/02 menzionati sopra.
Tavola II: Esperimenti/Prove clicniche finanziati
nel 2002
(In migliaia di $ USA)
| Direttore della ricerca |
Attività |
Società nazionale PM finanziatrice |
Importo |
| I. Duncan |
Accertamento per RM delle lesioni del midollo spinale nella
SM |
UK/USA |
25,000 |
| G. Martino |
Cellule staminali, terapia genica e fattori di crescita nei
topi per SM |
Italia |
30.856 |
| P. Leone |
Terapia genica per il morbo di Canavan |
Italia/USA |
40,170 |
| H. Moser |
Seguiti e verifica statistica dello studio sull'Olio di Lorenzo |
USA |
25,000 |
| T. Vollmer |
Prove cliniche di trapianti di cellule di Schwann |
USA/Svizzera |
200,000 |
| S. Zhang |
Derivazione di precursori degli oligodendrociti da cellule
staminali neurali |
UK |
88.065 |
| Totale |
|
|
409,091 |
Tavola III: Esperimenti finanziati nel 2003
(fino al 31 maggio)
(In migliaia di $ USA)
| Direttore della ricerca |
Attività |
Società nazionale PM finanziatrice |
Importo |
| E. Baulieu/M. Schumacher |
Lavoro pre-clinico sui derivati del progesterone |
Francia |
50,000 |
| A. Baron-Van Evercooren |
Trapianto di cellule di Schwann nei macachi |
Francia |
60,000 |
| I. Duncan |
Studio di trapianti intraventricolari |
UK |
55,474 |
| G. Martino |
Trapianto di cellule staminali neurali umane nelle marmosette
per SM |
USA |
45,000 |
| S. Zhang |
Derivazione di precursori degli oligodendrociti da cellule
staminali neurali |
UK |
44,032 |
| P. Leone |
Terapia genica per il morbo di Canavan |
Italia |
5.602 |
| Totale |
|
|
260.108 |
IV. PROGRAMMI E STRATEGIE
Continueremo a concentrare i nostri finanziamenti sugli esperimenti
umani e sulla ricerca animale diretta ad identificare nel breve
tempo terapie per il trattamento di malattie umane. Alla prima categoria
sono riportabili gli studi in corso dei dr. Wolmer, Singh, Beaulieu
e gli studi in corso dei dr. Moser, Kohler e Leone, mentre alla
seconda categoria sono riportabili gli studi dei dr. Baron, Duncan,
Martino e Zhang.
Tavola IV: Previsioni di spesa per il periodo
1° giugno 2003-31 dicembre 2004
(in migliaia di $USA)
| A. Impegni correnti |
|
A. Baron-Van Evercooren-Trapianto di cellule di Schwann
nei macachi
|
60,000 |
|
G. Martino-Cellule staminali, terapia genica e fattori di
crescita nei topi SM
|
22.525 |
|
H. Moser-Seguiti e verifica statistica dello studio sull'
Olio di Lorenzo
|
25,000 |
| G. Martino-Trapianto di cellule staminali neurali umane in
marmosette SM |
45,000 |
|
Totale degli impegni correnti
|
152.525
|
| B. Nuove attività |
|
1. Ricerca
|
|
E. Baulieu/M. Schumacher et al.- Prova clinica della Progestina
|
83,000
|
|
W. Koehler-prosecuzione dello studio sull'Olio di Lorenzo's
per lo studio dell'AMN
|
25,000
|
|
I. Singh-Terapia con simvastatina e interferone-beta per
SM
|
106,000
|
|
Spese eventuali*
|
300,000
|
|
Riunioni, comunicazioni, etc.
|
50,000
|
| Totale Ricerche |
564,000
|
|
2. Varie
|
| Educazione |
200,000
|
|
Amministrazione
|
175,000
|
| Totale Varie |
375,000
|
| Totale Generale |
1,091,525
|
V. RACCOLTA FONDI
AUSTRIA - Grazie agli sforzi di Andrea
Golles, il Progetto Mielina Austria ha ottenuto il riconoscimento
ufficiale dal governo austriaco. Sono anche stati presi contatti
con stampa e radio per illustrare quanto sta facendo il Progetto
Mielina.
CANADA - Il progetto Mielina Canada
è stato ufficialmente riconosciuto come società di
beneficenza. Questo comporta che i sostenitori canadesi possano
detrarre dalla loro denuncia dei redditi le donazioni effettuate.
Ringraziamo il sig Leon Paroian per il suo aiuto presso le autorità
competenti. Si spera di poter dare presto una struttura amministrativa
e gestionale alla filiale canadese con impiegati e consiglio di
amministrazione. Intanto alcune persone dedicate hanno già
iniziato a raccogliere fondi ottenendo donazioni da società
sostenitrici.
FRANCIA - L' Associazione Europea
per la Leucodistrofia ed il Progetto Mielina continuano a lanciare
appelli in Francia con un mix di celebrità commerciali e
di ricerca medica.
Aiutati dal vecchio sponsor, il notissimo e popolarissimo Zinédine
Zidane hanno organizzato un giorno di presa di conoscenza della
leucodistrofia basato sullo slogan " tutti con le scarpe da
ginnastica". Il giorno era stato lanciato da una trasmissione
televisiva che aveva Zidane come ospite d' onore ed altre celebrità
francesi del mondo dello sport e dello spettacolo.
Durante tutto l' anno l' ELA/Progetto Mielina hanno organizzato
campagne di raccolta fondi nelle scuole- alle quali viene richiesto
di fissare un giorno in cui gli studenti possono indossare scarpe
da ginnastica all' insegna di " metti le tue scarpe da ginnastica
e batti la malattia"-. Circa 670 scuole hanno partecipato a
questo appello nel corso dell' anno scolastico passato.
GERMANIA - Reagendo ad un declino
delle attività negli anni passati, l' organizzazione tedesca
del Progetto Mielina si è impegnata nella raccolta dei fondi
di diversa entità. Sono state effettuate interviste televisive
con pazienti e famiglie con problemi mielinici, sono state piazzati
manifestini sui distributori di benzina ed è stato richiesto
al sistema di giustizia tedesco l' ottenimento di parte dei fondi
confiscati ai criminali e accantonati per la distribuzione ad associazioni
benefiche.
Il grande evento della organizzazione tedesca è stato il
concerto benefico dell' Orchestra di Berlino a Novembre, nel quale
il 70% dei fondi incassati, sono stati devoluti al Progetto Mielina
. La Filiale tedesca prevede di ripetere lo stesso exploit anche
il prossimo autunno.
ITALIA - Cioccolata e teatro è
stata la formula del Comitato Italiano Progetto Mielina nell' anno
scorso, quando la filiale italiana ha organizzato uno spettacolo
teatrale per beneficenza. L' ultima recita è stata trasmessa
sulla rete televisiva nazionale insieme con un' intervista del Presidente
uscente del Progetto Mielina Italia dr. Celestino Frasca.
Il membro del Consiglio di Amministrazione, sig. G. Verdi ha organizzato
una campagna natalizia nella quale volontari hanno venduto cioccolata
in una delle più grandi città siciliane.
Il programma estivo comporta un chiosco in un festival all' aperto
che offrirà informazioni e venderà t-shirt pubblicitarie
nonché copie del film "L'olio di Lorenzo".
SVIZZERA - Il Progetto Mielina Svizzero
ha organizzato con un gruppo di cantanti di gospel svizzeri - Gospeltrain
Felsberg- una serie di concerti benefici per il Progetto Mielina
, con un importante ritorno economico. Ha inotre creato un poster
per spiegare lo scopo del Progetto Mielina che è stato inviato
a tutti i sostenitori con la richiesta di affiggerlo nelle scuole,
negozi ed altre aree pubbliche. La filiale svizzera sta lavorando
per persuadere altre organizzazioni similari ad assistere il Progetto
Mielina. E' così` che é stato richiesto ai Lions club
svizzeri ed all' Azione Telethon svizzera di raccogliere fondi per
il Progetto.
U.K. - Secondo il piano di marcia
previsto, il British Trust del Progetto Mielina ha sistemato scatole
di raccolta offerte in vari luoghi di passaggio quali banche, supermercati,
bar , caffè, distributori di benzina, etc. Queste scatole,
di forma particolare e piacevole, distribuiranno dèpliant
con informazioni circa il Progetto Mielina con la speranza che qualcuno
tra i donatori possa passare dallo stadio di donatore per caso a
quello di donatore a lungo termine. Il British Fund ha anche programmato
eventi per la raccolta di fondi. L' Equipaggio dei Pompieri di Hammersmith
parteciperà ad una competizione di 3 giorni e 100 miglia
in canoa . La filiale organizzerà una notte di quiz sportivi
in vari luoghi, tornei di golf e passeggiate dal Ponte della Torre
di Londra fino alla diga del Tamigi.
UFFICI CENTRALI - Gli Uffici Centrali
stanno ancora ricevendo i benefici derivanti dalla presentazione
del dr. Moser degli studi internazionali circa l' Olio di Lorenzo,
che ha permesso di acquisire nuovi sostenitori. Questa pubblicità
si è allargata ad altri paesi quali l' Italia, la Germania
e l' Austria.
Quale parte della nostra campagna di raccolta fondi stiamo provando
un' iniziativa che coinvolge alcune classi di scuole di formazione
scientifica degli U.S.A. Per questo abbiamo preparato dei "
kit" che contengono una copia del film "L' Olio di Lorenzo",
una guida di studio, un CD di Phil Collins con la canzone "Lorenzo"
ed alcuni dèpliant informativi sul Progetto Mielina. Attraverso
la pubblicità in un settimanale di scienza si sono offerti
questi kit a circa 400 scuole con la richiesta di lanciare campagne
di raccolta fondi tra gli studenti.
Sebbene questa iniziativa sia ancora ad una fase preliminare, abbiamo
già registrato risposte favorevoli.
In Settembre due eventi aiuteranno il progetto Mielina: il dr. Ian
Duncan parteciperà all"Ironman Wisconsin Triathlon"
e raccoglierà fondi per il Progetto Mielina. Il 21 Settembre
il membro del consiglio di Amministrazione Jean Kelley ospiterà
a Branford in Connecticut il 7° Triathlon Hammerfest annuale
che prevede ½ miglio a nuoto, 13,5 miglia in bicicletta e
4 miglia di corsa. In Novembre Diane Zrmel collaborerà di
nuovo con Margherite Crespillo per organizzare in California l'
annuale torneo di golf Jordan Fund.
VI. CONCLUSIONI
Dall' inizio della sua attività il Progetto Mielina ha finanziato
32 esperimenti per un ammontare totale di 4,6 milioni di dollari.
Il progetto ha radunato i ricercatori di punta sulle malattie della
mielina e sulla rimielinizzazione in un "network" di eccellenza
dove gli scambi di conoscenza e di esperienza sono tanto cordiali
quanto frequenti. Questo ha portato a numerose collaborazioni internazionali
che hanno grandemente accelerato il ritmo della ricerca.
Siamo oggi alla vigilia di scoperte importanti
nel campo dei trapianti di cellule come in quello di terapie farmaceutiche.
Ma per completare quanto fatto sinora abbiamo bisogno di ulteriori
risorse.
E questo è il vostro momento!
Vi preghiamo di essere generosi con le vostre donazioni per amore
di tutti quelli che soffrono, bambini o adulti, dei mali che coinvolgono
la mielina.
Grazie.
Il Presidente del Progetto Mielina
Augusto Odone
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